Cobalto, il thriller YA di Rosa Ventrella

Cobalto, il thriller YA di Rosa Ventrella

Due sorelle, Julia e Alice, e una famiglia in cui si annidano oscuri segreti. Alice  è in preda a episodi psicotici o forse è vittima di misteriosi malefici. Un bosco in cui forse si cela il male. Sono gli ingredienti principali di Cobalto, il nuovo romanzo di Rosa Ventrella.


Un thriller psicologico, dove la magia, la salute mentale, i rapporti famigliari e molto altro ancora si mischiano perfettamente dando vita a una storia potente e a un romanzo dal quale è impossibile staccarsi. Dopo il successo dei suoi libri  precedenti, tradotti in 20 lingue e pubblicati in 30 paesi, con Cobalto si cimenta con un pubblico più giovane, quello degli Young Adult.

Hai scritto un thriller serratissimo, che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Come è nata questa storia?

Sono da sempre appassionata di storie familiari, mi piace raccontare i meccanismi complessi delle relazioni che si instaurano soprattutto tra genitori e figli. Con Cobalto ho desiderato andare più a fondo, svelare come proprio quei meccanismi si fanno sfumati e fragili quando la realtà sfugge al nostro controllo. Anche nelle famiglie “normali” può nascondersi un lato oscuro!

Due sorelle, due sguardi. Chi sono Julie e Alice?

Alice e Julie sono le due sorelle protagoniste di questa storia. Julie, la maggiore, è anche la voce narrante. Un’adolescente inquieta e all’apparenza fragile, vittima di un rapporto profondamente ostile verso la madre, che ha sempre l’ambizione di controllare la vita di tutti. L’esistenza di Julie viene completamente stravolta quando la sorellina Alice comincia a comportarsi in modo “strano”. Sente delle voci, disegna cose incomprensibili. Sembra che qualcosa nella sua testa si sia inceppato, un meccanismo rotto, a tal punto da ribaltare la realtà che la famiglia Robinson conosceva fino a quel momento.

Come mai hai scelto di ambientare Cobalto negli Stati Uniti?

È stata una scelta naturale. Quando ho pensato a Julie e ad Alice e soprattutto ho immaginato i boschi nei quali si sarebbe ambientata la sparizione di Alice, ho subito pensato alle foreste selvagge del Parco Naturale del Monte Rainier, un posto che mi affascina ma che nello stesso tempo mi inquieta, proprio come questa storia!

 

Come è stato scrivere per il pubblico degli YA? Ha richiesto un lavoro diverso da quello a cui sei abituata?

Devo dire che mi è piaciuto moltissimo! Nelle mie storie ho sempre dato voce a personaggi che subivano una profonda trasformazione nel corso del racconto e le cui vicende partivano sempre dall’infanzia o dall’adolescenza. Non ho mai avuto personaggi già adulti. Parlando a un pubblico YA ho avuto modo di raccontare le tante sfaccettature di un’età a cui guardo con grande coinvolgimento emotivo in tutte le mie storie.

 

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