Nino Migliori: un secolo di fotografia

Nino Migliori: un secolo di fotografia Nino Migliori: un secolo di fotografia

I 100 anni di Nino Migliori. I Manichini. Identità

Bologna

Accademia di Belle Arti di Bologna

https://www.doutdo.it/ - https://www.ababo.it/ 


Un secolo di vita, migliaia di scatti, un’infinità di idee: Nino Migliori compie cent’anni e la sua Bologna gli rende omaggio con una mostra curata da Enrico Fornaroli, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e organizzata nell’ambito dell’edizione 2026 - dedicata al tema dell’identità - di Do ut do, un’iniziativa fondata da Alessandra D’Innocenzo nel 2012 per sostenere le attività della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli. Il progetto protagonista dell’attuale esposizione è la serie I Manichini che risale al 1972, quando Migliori realizzò delle fotografie a colori ritraendo, appunto, dei manichini di legno abbandonati, vestendoli di brandelli di stoffe colorate in una sorta di patchwork del recupero. Attraverso questi oggetti inanimati che evidentemente richiamano i corpi umani, l’autore esplora quindi il tema dell’identità attraverso la sua sensibilità artistica, consentendo così ai visitatori di riflettere su una questione universale e allo stesso tempo intima, che oggi sta subendo trasformazioni continue in conseguenza delle quali si aprono sempre nuovi interrogativi.

“Celebrare i cent’anni di Nino Migliori significa rendere omaggio a una delle figure più autorevoli e libere della fotografia italiana – spiega Enrico Fornaroli –. La serie inedita del 1972 restituisce con straordinaria attualità la profondità dello sguardo del maestro, in continuità con una ricerca da sempre improntata alla sperimentazione”. Alessandra D’Innocenzo, presidente Do ut do, aggiunge: “Per l’edizione 2026 di Arte Fiera e ART CITY Bologna ho scelto di lavorare sul tema dell’identità intesa come processo di vita: non una definizione astratta o un dato preesistente, ma qualcosa che prende forma nella realtà attraverso i fatti, le relazioni e le responsabilità che si costruiscono nel tempo. Il tema nasce dall’osservazione della realtà delle cose ed è stato ispirato in modo diretto dal lavoro I Manichini di Nino Migliori. In quelle immagini, elementi artificiali e privi di soggettività assumono una presenza concreta nello spazio reale, diventando capaci di generare una narrazione”.

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Do ut do promuove anche un concorso fotografico rivolto agli studenti, sempre sul tema dell’“Identità”, così da creare un ponte generazionale tra la ricerca visionaria di Nino Migliori e le nuove generazioni di fotografi, offrendo loro la possibilità di esporre nel contesto di un progetto di rilevanza nazionale.

Marta Santacatterina

Torna al blog